Un gioco per violino

Domenica 12 luglio prima esecuzione di
Un gioco per violino

Questo pezzo per violino solo vuole affrontare alcuni argomenti musicali e non, e non affrontarne altri.

Cominciando dai secondi: non mi interessa la retorica compositiva della “ricerca di nuove possibilità dello strumento”: il violino è strumento di antica tradizione e ricchissima letteratura in ogni  genere musicale, e non sono cosí arrogante da pretendere di trovare qualcosa di nuovo.

Questo apre a un mio atteggiamento di fondo: la ricerca del nuovo in se’ non è la mia ricerca, perchè non ritengo che i linguaggi umani, inclusa la musica,  siano in perenne tensione direzionale orizzontale verso un’evoluzione continua, piuttosto ritengo che il mio essere qui ed ora come essere umano senziente pensante creante possa solo mettersi a confronto con quanto già esista per cercare il proprio specifico respiro vivente.

Gli argomenti che ho voluto affrontare:

  • il confronto tra suono di corda vuota e suono di nota diteggiata. Simbolicamente richiama il vuoto, appunto, cui la volontà non può apportare nulla, e l’azione determinata della volontà umana che “muove un dito”
  • il confronto tra suono singolo e suoni doppi: il violino ha una sua vocazione originaria alla monodia, ma ha anche ampie possibilità polifoniche, delle quali Maestro assoluto è stato Bach; il riferimento ideale a Bach è evidente, specificamente alla meravigliosa Ciaccona in Re minore
  • la tonalità di LA maggiore scelta è particolarmente cara al violinista, perchè il violino sembra esser strutturato per suonare meglio in questa tonalità, come anche in quelle di RE maggiore e SOL maggiore. Non mi interessa mettere lo strumentista a disagio, anzi, vorrei che suonasse volentieri la mia musica, e non vorrei che si sentisse mai messo in sfida, anzi, vorrei che la naturalezza del gesto esecutivo fosse facilmente raggiungibile
  • La tonalità di riferimento non genera nessi funzionali, ma rappresenta piuttosto una molecola coesa al suo interno e galleggiante in un nulla, dato dalla corda vuota vibrante
  • Il vuoto richiama, a sua volta, simbolicamente, la morte, intesa non come portatrice di sofferenza e lutto, ma come stato dell’essere.
  • La Ciaccona di Bach in RE minore porta al suo interno una serie di citazioni implicite a corali luterani tutti di contenuto luttuoso, di ripensamento doloroso intorno alla morte, come illustrato da un mirabile programma inciso su cd 25 anni fa col titolo MORIMUR dallo Hilliard Ensemble insieme al violinista Christoph Poppen. La drammaticità della scrittura della Ciaccona è quindi intrisa di lutto, che è la morte vissuta emotivamente da chi vive e cerca di continuare a vivere
  • La mia piccola composizione scritta in LA maggiore è, come dicevo, privata di una strutturazione funzionale, e ripercorre alcuni tratti della scrittura della Ciaccona di Bach in una luce in qualche modo rasserenata, pacificata. Essendo tutta in LA maggiore, puó essere idealmente pensata come una sorta di grande cadenza sospesa che poi andrà a incontrare l’intensità drammatica della Ciaccona in RE minore di Bach (LA maggiore come dominante di RE minore)
  • La dedica a Martina Casetta è fondamentale e appartiene alla sfera privata
  • Il ringraziamento a Piero Binchi, primo esecutore e amichevole ausilio alla soluzione efficace di problemi esecutivi, non ha nulla di formale.

https://www.discogs.com/it/release/16920879-Christoph-PoppenHilliard-Ensemble-JS-Bach-Morimur?srsltid=AfmBOoobXU6Cgdol13I5Jf1laqwiEL7ZL2CcUIvTa81aZk4OjG5zOVnc

Domenica 12 luglio, nel secondo concerto della XII edizione di Musica nelle Case d’Abruzzo, è stato eseguito il mio pezzo UN GIOCO PER VIOLINO.
L’interprete è stato il mio carissimo amico Piero Binchi, che ha dato a questi poco più di 6 minuti di musica tutta la sua energia, la sua gentilezza, il suo calore, il suo affetto.
Io non ho introdotto il pezzo, ma lui lo ha fatto dicendo una cosa fondamentale: che questa è una musica piena di relazioni.
Il pubblico, alla fine del concerto, ha chiesto che venisse bissato il mio Gioco.
A quel punto, nella seconda esecuzione, le emozioni mi hanno davvero travolto, e ho chiosato: i francesi dicono, alla loro maniera ampollosa, che la musica suonata per la prima volta viene creata, la prima esecuzione di un brano musicale è una crèation: hanno ragione loro, la musica solo scritta, prima di esser suonata non esiste ancora.

Non certo solo per la sua professionalità di violinista, Piero ha fatto questa cosa in modo tale che a me sia arrivata come uno dei gesti di amicizia più belli mai ricevuti.

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