Waldemar in recital al Florian Espace di Pescara

Non è la prima volta che faccio Waldemar in recital, ma stavolta è stata speciale: un momento teatrale, con una vera scena, e con un compagno d’avventura sensibile e luminoso: Alessio Tessitore.

Sarei davvero felice di ripetere questa versione con lui, in cui i ritmi hanno trovato un equilibrio capace di far respirare le tante emozioni.

Il pubblico ci ha sostenuto con la sua partecipe attenzione.

E ormai mi ha preso di mano…

Dopo la prima improvvisazione in situazione non quotidiana, la seconda, registrata di pomeriggio a casa mia, anche piú lunga.

Oggi una cara amica, pianista e lettrice, mi ha scritto brevemente in chat che ascoltando la seconda le sembrava di leggere di nuovo Waldemar.

Nel pomeriggio, ho registrato la mia terza improvvisazione, e poi, preparandomi a “Waldemar in recital”, ho registrato tre piccole letture.

Eh si… tutto scorre e fluisce, e io sono uno, sempre la medesima persona.

Piccoli Momenti – Lettura raccomandata

http://mail01.tinyletterapp.com/LibertaEdizioni/leggi-e-resta-libero-ebook-gratuiti-in-formato-epub-link-corretto/22216293-musicaelibri.net/leggierestalibero/piccolimomenti.epub?c=a3d00fc6-e0e3-cafe-aaee-6f6b0a7274a8

Non si promuove solo la propria roba, ma le cose belle di amici che valgono.

Che vita sarebbe altrimenti?

Fatevi un regalo e leggete questa cosa speciale.

Silver

Qui Silver sono io, la bici è sicuramente Black… ma ogni appassionato di King sa cosa vuol dire, chi è Silver, e sentirsi come a 11 anni, come il grande Narratore, e protagonista di It, William, come la banda di “The body” e del mai abbastanza osannato “Stand by me”, e sentirsi pronti a combattere ogni male, perchè si hanno degli Amici, e una bicicletta, e tante parole per raccontare…

dedicato allo Sciamano, al Custode, all’Amore, alla Pizia, e a tutti gli Orfei che il Veggente ha incontrato finora e che incontrerà in futuro.

Io mi chiamo Alessandro

Il mio secondo nome è Guglielmo.

Cronache da Moria – il giorno dopo

Ho voluto Peter Ciaccio per questo primo appuntamento di Taten&Traume a dialogare con lo psichiatra Alessandro Barberio. Perchè? potevo essere io stesso l’intervistatore dialogante. Invece ho chiesto a Peter di esserlo, e ne sono felice. Peter Ciaccio è un Pastore, la sua identitá è chiara e definita, ma non basta questo a definire lui, che è persona intera capace di interrogare i fatti e di farsene interrogare senza rifugiarsi in etichette di comodo. Un uomo di fede, una persona libera, che davvero ascolta, sa essere maieuta, sa entrare in relazione.
La testimonianza professionale e umana di Alessandro Barberio, intensa e forte, a sua volta quella di un uomo intero e libero, aveva bisogno di un interlocutore come Peter Ciaccio. Il pubblico presente ha seguito con totale attenzione, perchè, nell’assoluta semplicità dei toni e dei modi, Alessandro e Peter hanno offerto un dialogo dal peso specifico elevatissimo.

Peter Ciaccio ha scritto stamattina:
Ieri sera ho partecipato a questa importante conferenza che, a partire dall’esperienza dello psichiatra Alessandro Barberio, che ha operato per un anno e mezzo nel campo profughi di Moria (Lesbo, Grecia) nella squadra di Médecins Sans Frontières / MSF, ha messo in luce le conseguenze e i rischi delle attuali politiche (anti)migratorie europee, dal punto di vista particolare della salute mentale e (se posso) spirituale, non solo di chi sta “dentro” il campo, ma anche di noi che siamo “fuori”, illudendoci così di esserne immuni.
Le storie di cui ha parlato il dottor Barberio sono forti, a volte troppo forti, eppure si trattava solamente di flash, di assaggi, di quel poco che la mente riesce elaborare con difficoltà.

In “I sommersi e i salvati” Primo Levi scriveva «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre». Pur ritenendo che le parole pronunciate da chi è stato costretto all’esperienza di Auschwitz siano di gran lunga superiori ai balbettii di chi, come me, “vive sicuro nella sua tiepida casa e trova tornando a sera il cibo caldo e visi amici”, resto convinto che, sì, conoscere sia necessario, ma che comprendere non sia impossibile, ma doveroso. Lo dobbiamo a chi facciamo direttamente o indirettamente soffrire, lo dobbiamo a noi stessi, per la nostra stessa dignità.

Il dibattito di ieri sera da Knulp Bar, prima iniziativa di Taten & Träume / momenti culturali condivisi, fa parte di questo tentativo difficile ma doveroso di capire. Forse, una volta capito, troveremo anche il modo di agire nel modo giusto, in un mondo dove anche la dignità appare come un privilegio e non come un diritto.

Orfeo

Monteverdi: Orfeo – Mingardo Zanasi Savall

Alla sua nascita il melodramma ha in Orfeo il suo simbolo fondativo.

La musica che puó vincere la morte

Voce sola e lira nel mito di Orfeo

Voce e orchestra qui in Monteverdi

Nasce la voce come simbolo assoluto dell’umano che trascende se stesso sprofondando in se stesso

Nasce l’orchestra come costruttrice di drammaturgia e di tempo oltre il tempo

Nasce il teatro musicale per sospendere il tempo misurato senza andare in cielo, ma nello sprofondare nell’umano.

E questi artisti ci regalano tutto questo in un istante eterno

A conclusione di un mio “primo giorno”…

Cronache da Lesbo

Da Knulp, Trieste, martedí 28 marzo alle 19.00

Momenti Culturali Condivisi

Taten & Träume
(Fatti e sogni)

Il primo appuntamento della nuova iniziativa riguarderà soprattutto i fatti.
Fatti che interrogano ciascuno di noi.
Fatti che non possono essere esclusi dalla realtà con un colpo di spugna.
Come tutti i fatti reali, fatti che hanno uno specchio nei sogni: che cosa immaginiamo sulla base di questi fatti? che cosa possiamo sognare perchè questi fatti possano avere uno sviluppo positivo? tra i fatti e la speranza che spazio c’è?
Un incontro con una testimonianza professionale e umana su fatti importanti, terribilmente “internazionali”, interrogata da uno sguardo aperto.

CRONACHE DA LESBO
Racconti sul campo profughi di Moria

Alessandro Barberio
Psichiatra del DSM di Trieste in missione con Medici Senza Frontiere a Lesbo 01/2017-07/2018

Peter Ciaccio
Pastore delle Chiese Metodista e Vladese di Trieste – scrittore

Alessandro Tenaglia
moderatore

Alessandro Barberio, Psichiatra

Alessandro Barberio nasce ad Acquaviva delle Fonti, in Puglia, crescendo in una famiglia numerosa, vivace ed unita. Viene educato ai valori di impegno, accoglienza e libertà di pensiero. Si laurea nel 1998 e consegue la specializzazione in psichiatria nel 2002 all’ Università Sacro Cuore “Agostino Gemelli” a Roma, avendo discusso la tesi di laurea sul cinema di Fellini ed approfondendo la psicopatologia fenomenologica durante la specializzazione. Inizia a lavorare a Trieste nel 2003, un anno al SerT e poi nel Dipartimento di Salute Mentale. Negli anni di lavoro e formazione a Trieste si è occupato di diversi campi tra cui le emergenze extraospedaliere, Human Trafficking e la salute mentale tra i migranti richiedenti asilo. Più recentemente fa parte del gruppo di lavoro del DSM che in collaborazione con l’ AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) si occupa di progetti di implementazione in salute mentale in Palestina. Da Marzo 2017 entra a far parte di Medici Senza Frontiere partecipando a diverse missioni e mettendosi alla prova uscendo dalla sua “comfort zone” fino al 2020. Ha lavorato quindi come psichiatra clinico e supervisore in Ucraina, a Lesbo, in Kenya ed al Cairo, perseguendo l’idea di una medicina e salute mentale globale ed accessibile per tutti. L’esperienza di un anno e mezzo a Lesbo (da gennaio 2018 a luglio 2019) è stata la più forte ed intensa, sia a livello personale che professionale, faticosa ed appagante allo stesso tempo, tuttora fonte di riflessione e cambiamento per lui. Si è occupato sin dall’ università, impegnandosi in ruoli diversi (fonico, attore, sceneggiatore, regista, pianista), di teatro, cinema e musica; tenta ancora di imparare la navigazione velica nel golfo di Trieste.

Peter Ciaccio, Pastore Metodista

Peter Ciaccio nasce a Belfast, in Irlanda del Nord, da madre irlandese e padre italiano. Cresce a Roma. Dopo aver studiato Scienze Politiche della Sapienza, si laurea presso la Facoltà Valdese di Teologia con una tesi sui modelli pastorali nel cinema di Ingmar Bergman nel 2004. Dal 2005 è pastore delle chiese valdesi e metodiste, servendo a Forano (RI), Terni, Palermo e, ora, a Trieste. Si occupa di ecumenismo: è vicepresidente europeo del World Student Christian Federation (1999-2003) e membro del gruppo di lavoro “Diritti umani e libertà religiosa” della Conferenza delle chiese europee (2007-2018). Parallelamente si occupa del rapporto tra fede e cultura contemporanea, pubblicando “Il vangelo secondo Harry Potter”, “Il vangelo secondo i Beatles”, “Il vangelo secondo Star Wars” (con Andreas Köhn), “Bibbia e cinema” e “eVangelo, iGod & Personal Jesus” con l’editrice Claudiana. Membro di diverse giurie presso i festival cinematografici di Locarno (2002), Roma (2007), Varsavia (2018), Cannes (2021), Venezia (2022). Membro del Consiglio della FCEI-Federazione delle chiese evangeliche in Italia (2021-), per cui segue i progetti di Mediterranean Hope a Lampedusa, Rosarno e Bihać. Cittadino onorario di Palermo.

Taten & Träume / Triest – momenti culturali condivisi
è un nuovo soggetto promotore di incontri per la condivisione di riflessione, bellezza, musica, letteratura, attualitá sociale e politica…
è un soggetto plurimo costituito da Alessandro Tenaglia (musicista classico e scrittore) e Benno Schnatz (musicologo ed esperto in psicoanalisi) dalla correlata identitá culturale italo-tedesca.
a Trieste siamo nella media!
il primo appuntamento sará il 28 marzo da Knulp.