Waldemar a Colonia

A cosa serve fare le presentazioni dei libri?


Lo scrittore scrive. Da solo.


Il lettore legge. Da solo.


Serve a parlarne con qualcuno, rompendo quella cortina per cui lo scrittore scrive da solo e il lettore legge da solo.


Nella caduta di tale cortina, accade che una giovane donna sia colta dalle emozioni e venga a ringraziarmi inghiottendo le lacrime, per la semplicità e la profonditá di come parlavo, lei che per la prima volta si è davvero interessata a musica che non ascolta mai, quella classica, e che la sera a casa ha iniziato subito a leggere il mio romanzo.


Accade che chi prima che cominciasse la chiacchierata con musica mi squadrava in modo snob e sospettoso, alla fine si avvicini e mi parli della sua vita e dei suoi bambini come fossi un vecchio amico.


Accade che una signora sorridente e attenta dal primo istante e per tutta la serata, e che mi ha dato il coraggio con il suo sorriso e la sua attenzione, alla fine mi chieda se non ci fosse un riferimento a Leopardi nelle storie che racconto, e che io possa ringraziarla di cuore, perchè è stata la prima ad accorgersene. Cito perfino l’ermo colle, in un momento triestino della vicenda… e con gioia e soddisfazione la ringrazio, lei che non ha ancora letto Waldemar, e che non sa della citazione, ma ha colto lo spirito leopardiano che aleggia nelle mie pagine.


E mi porta a dire ad alta voce una cosa banale e reale: non ho scritto un saggio, quindi non ho spiegato tutto, nè ci sono note a complemento. Ho fatto narrazione, e, nel narrare, le cose non dette ma appena evocate hanno bisogno del lettore per esser colte, della sua sensibilità, della sua fantasia, della sua sintonia.


Accade che mi venga chiesto quale sia il mio legame culturale con la Germania, e che io possa dare una risposta cosí chiara da sorprendere me stesso.


Ecco perchè si fanno le presentazioni.
Ho persino venduto e firmato qualche copia! E alla fine c’era una bella pizza in compagnia!

Memoria

Parlamento tedesco, oggi, dalle 10 alle 11.
Celebrazione della Giornata della Memoria.
Obbligo di presenza e di vestire di scuro, uomini e donne.
Per la prima volta, oggi dedicata ai deportati perchè “omosessuali” (uomini, triangolo rosa) e “asociali” (donne lesbiche, triangolo nero).
In rappresentanza della comunitá queer, Klaus Schirderwahn, che dopo la guerra, per il permanere della legislazione nazista, in quanto omosessuale fu condannato alla prigione o ad una terapia obbligatoria, e scelse la terapia obbligatoria, mentre il suo compagno scontò un anno di prigione.
Georgette Dee ha cantato Eisler.

Magda e la memoria

il “giorno della memoria” è domani, ma ormai la riflessione si focalizza su quella memoria per diversi giorni.


come scrittore ho narrato un mio modo specifico di fare memoria della SHOAH con la vicenda di Magda nel mio romanzo “La voce di Mignon”.


perchè l’ho fatto?


perchè non esiste ricerca emotiva ed artistica che possa prescindere da quei fatti.


riguardano tutti.


c’è un prima dello sterminio degli Ebrei, e c’è un dopo.


del dopo, siamo responsabili tutti.

elogio del non fare

Essere sempre attivi sembra una grande qualità. Dire ad una persona che è sempre attiva è un complimento.

E invece mi trovo sempre di piú a considerare come la qualità maturi nell’ozio, inteso come il darsi tempo perchè il nostro complesso e complicato ma ricchissimo e strabiliante sistema psico-sensorio-emotivo-motorio possa rielaborare tutto ciò cui siamo quotidianamente sottoposti, e tutto ciò che gli somministriamo come gli allevatori di oche fanno per produrre il “prelibato” foie gras, senza considerare che noi stessi siamo l’allevatore, ma siamo anche l’oca ingozzata e infine assassinata e quindi, in questa dinamica, cannibalizzata, per un piacere superfluo, di poco conto, e anche dannoso.

L’atteggiamento masochistico e autopredatorio dell’essere sempre attivi e brillanti per dimostrare a noi stessi e al mondo il nostro valore ha il suo specchio nello spirito di competizione con tutti coloro che in qualche modo si pongono di fronte a noi ponendoci in scacco, e cui vogliamo propinare le mosse giuste perchè in scacco siano loro a cadere.

Ma poi, in una giornata non facile, al cui ricatto non ho ceduto, e in cui mi sono concesso il tempo di cui avevo bisogno per oziare, facendo tacere il senso del dovere di fare ciò che era in programma e che era necessario, cioè studiare; al momento, verso sera, che, recuperata la mia provvisoria pace, mi sono seduto al pianoforte per la Quarta Ballata di Chopin che mi aspettava, lei è nata dalle mie mani e da tutto il mio complicato sistema come avevo solo potuto, finora, immaginarla, come ne avevo vagheggiato in “Waldemar”, e, anzi, sono tornato alle pagine di “Waldemar” dove ne scrivo, e ho distillato la giusta chiosa a tutto quel discorso complicato e complesso, che infine, in modo del tutto imprevisto, dalla prosa si è sintetizzato in poche righe, come in versi.

E tutto questo in una giornata in cui forze manipolatrici esterne mi spingevano ancora una volta ad un attivismo socialmente utile e adeguato alla sfida in atto e personalmente appagante quanto masochistico.

Ho resistito. Mi sono concesso un po’ di ozio. Ne avevo bisogno. Quello si che era necessario.

E ho ricevuto grandi regali.

Waldemar a Colonia

Io comincio ad aver bisogno di scrivere quando c’è un processo profondo in atto e mi appare un argomento, cioè, per me, autore-interprete, un’opera o un insieme di opere altrui, con cui quel processo si confronta per riconoscimento e si individua nella relazione.

Quando il processo è compiuto, mi viene da scrivere davvero: a quel punto la scrittura è fluente, e deve uscire.

Poi rileggo, correggo, ed è come dare le prime cure al neonato: tagliare il cordone, lavarlo, dargli un vestito, nutrirlo, farlo conoscere, presentarlo, dargli tempo, farlo crescere.

Chi scrive a ripetizione non posso capirlo proprio: io non sono cosí.

Monarchie che implodono

Ratzinger muore, e Bergoglio compie il suo dovere senza trasporto, senza la sua tipica empatia. Cosa succede? un momento di veritá nel momento cerimoniale totalmente nuovo (mai un Papa aveva fatto il funerale ad un altro Papa) e fintamente protocollare. Ratzinger, il reintegratore dei tradizionalisti della messa in latino, che a detta del suo fido Georg si era massimamente addolorato per il drastico passo indietro sull’argomento fatto da Bergoglio (!), il Ratzinger teologo e per decenni a capo dell’Inquisizione che tutto aveva fatto contro la secolarizzazione e per la riaffermazione della verità cattolica, rinunciando al papato in realtà ha messo la bomba piú potente, e inimmagginabile, sotto il soglio di Pietro, e ora Bergoglio, debole quanto mai nella sua vittoria di Pirro, non puó che preoccuparsi per la tenuta stessa della Chiesa Cattolica schiacciata dalle ombre della pedofilia e della finanza.

La Regina Elisabetta morí osannata lasciando un nuovo Re che non piace a nessuno, e con la mina esplosa, proprio in questi stessi giorni, di Harry, che porta di fatto avanti la nemesi della madre Diana Spencer partita dal suo celebre “abito della vendetta”.

Le due monarchie piú antiche e potenti (simbolicamente e non solo) del mondo fino a tutto il 2022, stanno finendo.

Bene. Era ora.

Nessuno però ha da rallegrarsene, perchè la loro fine dissolverà equilibri secolari se non millenari, e il conto siamo certi che lo pagheremo tutti, nella speranza che il passaggio epocale non sia troppo lento e che sia seguito da qualcosa di migliore.

Nessuna rivoluzione ha creato le due situazioni: solo crisi interne, profondissime. Le peggiori e le piú pericolose.

Papi

Per la teologia le categorie di “conservatore” e “riformista” non sono appropriate, se non in relazione agli effetti politici delle sue determinazioni. I vari commenti, anche autorevoli, per cui il Ratzinger conservatore avrebbe aperto la strada del Bergoglio progressista sono fuorvianti. Ratzinger era un teologo profondo e legato ai fondamenti dottrinali cattolici con potenza di pensiero teoretico, Bergoglio è un gesuita legato agli stessi fondamenti ma con specifica capacitá di comunicazione empatica che lo fa sentire piú vicino e caloroso. Entrambi, nei fatti, non hanno fatto cambiamenti reali negli argomenti sensibili di attualità: paritá dei sessi nella Chiesa Cattolica, morale sessuale, trasparenza economica del Vaticano, scandali legati alla pedofilia. Poi, affettivamente, ognuno è libero di affidarsi a chi preferisce, traendone consolazione.