Liriche2025

Non

Non al cielo azzurro ornato di nuvole bianche
Non alle stelle e alla luna nel nero profondo
Non al mare increspato dalla brezza estiva di sera
Non alla furia di libecciata invernale alla scogliera
Non al profilo di monte al tramonto
Non a castello e non a cattedrale
Non a via di mattoni colonne portali
A nulla di tutto il mondo mi confido
Nulla contiene la spinta a nulla di immenso
Ad alcuna meraviglia rivolge domanda
Ma al vuoto: si, il vuoto rimane
Che nel buio mi lascia in attesa
Del canto
E infine, prosciugato
Nel verbo.

Chi sei?

Chi sei?
All’acqua che bevo
Alla sedia che resta
Alla luce oltre la finestra
Al libro chiuso che aspetta
Alla mia mano che prende una tazza
Al mio ginocchio piegato
Alla porta che vedo di striscio
Al mio naso libero da occhiali
Allo spartito che tace
Alla giacca che aspetta l’armadio
Chi sei?
Cosí, di botto
Chi sei? senza preavviso
A un soprassalto sgomento
A un occhio sprofondato
Chi sei?
Come un sospiro
Che cerca uno specchio
Chi sei?
Chi sei?
Chi sei?

Io m’innamoro

Al cammino sulla spiaggia m’innamoro
Col sole in testa e il vento sulla schiena
E quando per tornare mi volto
Sul petto sul viso sulle cosce la sferzata
Mi spezza il fiato e del suo odore mi traspira
E mi rende la forza al mio ritorno

Respiro il vento contro.                   

Vivo lo sento forte sul corpo
E mare e spiaggia e cielo e sole
Dell’abbraccio col vento sono il letto.

Di chi ha negli occhi
E nel sorriso e nella voce
Tutto quel vento
E non lo sa,                                

Quando senza parole mi dice:
Sono di un mondo alieno
E di te non voglio fare a meno.

In verità io son a dire tutto questo
In quello specchio scompare tutto il resto.

Io m’innamoro.

Presenza (der Lindenbaum)

Presenza di ogni giorno mese anno età
Forte a lunghi passi, silente a balzi
Pesante da piegare le spalle
Da invecchiare il respiro.                 

Al pianto mi hai stretto per decadi ed ere
Prendendo fiato tra musica e fogli
Fino a cespugli di rose e al mio tiglio
Privo di fonte però, davanti alla porta.

Da un ampio molo proteso ti tuffi
Da un’erta boscosa senza stupide palme
A vivere mi lasci privato del lutto
Sciolta come vita e sale nel mare.

Dall’esserci e dal suo gesto forte
A camminare nel vento a passo svelto
E nel sole senza alcun sconcerto
In mezzo a tutto il resto ti saluto
Morte.

“Nur wer die Sehnsucht kennt…” “auf ewig wieder jung”

Solo chi conosce… Retorico e quindi vero
Solo la mancaza rimane
Che nel ripetersi la sua legge trova
Se verità esiste
E’ che nessuno conoscere potrebbe
Quel che non altri, ma egli stesso, ritrova
E pur non riconosce

Frante onde infinite del fraintendimento
Aggrappate a misteriosi rimandi ed echi
Delle impossibilità incatenate nel fatto
Istante eterno nella bianca veste

All’ultima vertigine solo il bianco resta
E il canto di anime diverse in questo specchio oscuro
Nei fuochi schiantati tra mancanza ed immenso
Solo suono
Sola voce
E in quella voce posso infine stare

Solo

Aggiungo poi i versi de L’Onda, che non sono miei, ma di mia madre: Maria Luisa Filippone Tenaglia.

In realtà, io ho messo insieme per questa lirica per canto e pianoforte due suoi componimenti indipendenti:

1

Il cielo grigio

la casa vuota

il corpo dolente

triste il tramonto

2

Avanza spumosa l’onda

ritorna più arzilla,

innalza la cresta biancastra

lambisce la riva grigiastra

e sassosa; ritorna più lieve,

si trae nel mare.

Lontana rispunta leggera,

avanza costante, tranquilla;

la riva l’aspetta, l’accoglie;

rientra nel gorgo, si spegne,

finisce nel nulla, nel gorgo.

TRADUZIONI


Liebeszauber (Emanuel Geibel)
L’amore sedeva come un usignolo
Nel cespuglio di rose e cantavo;
Il suono meravigliosamente dolce volò
Lungo la foresta verde.
E come suonava: si alzava in cerchio
Da mille coppe di profumo,
E tutte le cime degli alberi frusciavano piano,
E l’aria si fece più tranquillaI ruscelli erano silenziosi,
a malapena increspato dalle altezze,
Il cervo stava come in un sogno
E ho ascoltato il suono.
E scorreva luminoso e più luminoso
Il sole splende dentro,
Intorno si riversavano fiori, foreste e burroni
Un bagliore rosso dorato.
Ma sono andato lungo la foresta
E ho anche sentito il suono.
OH! quello che canto da quell’ora,
Era solo la sua eco.


Mondnacht (Joseph von Eichendorff)
Era come se il cielo avesse
baciato silenziosamente la terra,
ed essa nello splendore dei fiori
dovesse sognare solo di lui.
L’ aria spirava per i campi,
le spighe ondeggiavano lievi,
i boschi stormivano piano,
così chiara di stelle era la notte.
E la mia anima spiegò
le sue ampie ali,
volò per le lande tranquille
come se volasse verso casa.


Youkali (Roger Fernay)
È quasi ai confini del mondo
Che la mia barca vagabonda,
Vagando e seguendo l’onda,
Un giorno mi ha condotto.
L’isola è piccola,
Ma la fata che ci abita
Gentilmente ci invita
A farci un giro.
Youkali, è il paese dei nostri desideri.
Youkali, è la felicità, è il piacere.
È la terra dove dimentichiamo ogni preoccupazione,
È, nella nostra notte, come una schiarita fra le nubi,
La stella che seguiamo. È Youkali.
Youkali, è l’adempimento
Di tutte le promesse scambiate.
Youkali, è il paese
Dei begli amori condivisi,
È la speranza
Che è nel cuore di tutti gli uomini,
La liberazione
Che tutti aspettiamo per domani.
Youkali, è il paese dei nostri desideri.
Youkali, è la felicità, è il piacere.
Ma è un sogno, una follia:
Non esiste il paese di Youkali!
Ma è un sogno, una follia:
Non esiste il paese di Youkali!
E la vita ci trascina,
Noiosa, quotidiana.
Ma la povera anima umana,
Che cerca ovunque l’oblio,
Ha saputo lasciare la terra
E trovare, in una qualche Youkali,
Il mistero in cui
I nostri sogni trovano rifugio…
Youkali, è il paese dei nostri desideri.
Youkali, è la felicità,
È il piacere.
Ma è un sogno, una follia:
Non esiste il paese di Youkali!
Ma è un sogno, una follia:
Non esiste il paese di Youkali.


SUI CAMPI DELLE FIANDRE (John Mc Crae)
Sui campi delle Fiandre spuntano i papaveri
tra le croci, fila dopo fila,
che ci segnano il posto; e nel cielo
le allodole, cantando ancora con coraggio,
volano appena udite tra i cannoni, sotto.
Noi siamo i Morti. Pochi giorni fa
eravamo vivi, sentivamo l’alba, vedevamo
risplendere il tramonto, amanti e amati.
Ma adesso giacciamo sui campi delle Fiandre.
Riprendete voi la lotta col nemico:
a voi passiamo la torcia, con le nostre
mani cadenti, e sian le vostre a tenerla alta.
e se non ci ricorderete, noi che moriamo,
non dormiremo anche se i papaveri
cresceranno sui campi di Fiandra.


A Simple Song (Stephen Schwarz e Leonard Bernstein)
Canta a Dio una canzone semplice
Lauda laude
Inventalo, mentre procedi
Lauda laude
Canta, come ti piace cantare
Dio ama tutte le cose semplici
Per Dio, è il più semplice di tutti
Per Dio, è il più semplice di tutti
Canterò al Signore un canto nuovo
Beato l’uomo che lo loda
Lodarlo, benedirlo
lui, per benedire il Signore
Canterò le sue lodi finché vivo
Tutti i miei giorni
Beato l’uomo che ama il Signore
Lauda lauda laude
E cammina sulla sua strada
Alzerò gli occhi
Alle colline da dove viene il mio aiuto
Alzerò la mia voce al Signore
Cantare lauda laude
Per il Signore, è la mia ombra
è l’ombra sulla mia mano destra
E il sole non mi colpirà di giorno
Per il Signore mio cavaliere
Beato l’uomo che ama il Signore
Lauda lauda lau
E cammina nel suo nome
Lauda lauda laude

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