i sottotitoli

Come si legge un romanzo?

La risposta sembra ovvia.

Ma in questo caso non è male partire dall’indice e dai sottotitoli.

Contrappunti e fughe.

La struttura generale è musicale, ma non con riferimento ad architetture sinfoniche beethoveniane, bensì a strutture chiuse come l’antico ricercare. Una scrittura polifonica contrappuntistica con dei soggetti principali e dei controsoggetti, dei divertimenti, dei raccordi, delle chiuse cadenzali.

I soggetti sono quelli che nell’indice vanno sotto il nome Isherwood, cui ogni volta si affianca un altro nome, ciascuno relativo ai singoli argomenti su cui si riflette con le armi della narrazione. Isherwood e i suoi romanzi del periodo americano sono lo specchio in cui Saverio trova riflessi i suoi temi, e del suo lavoro su questi temi troviamo annotazioni criptiche, involute, personalissime: non un saggio, ma il desiderio di un saggio.

Lo svolgimento di questi temi viene affidato alla narrazione.

Il personaggio principale è Saverio, che vive una giornata molto speciale, narrata al presente nei capitoli intitolati venerdì 4 novembre 2011 e infine sabato 5 novembre 2011.

Gli altri capitoli portano altre date, con altri personaggi, altre storie, altre situazioni, altri luoghi, altri tempi, tutti connessi a Saverio: le sue relazioni e memorie, narrate in terza persona al passato. Ma tra queste altre date che vanno a salti, una trova una sua specificità: mercoledì 16 agosto 2001, col suo epilogo in sabato 18 agosto 2001.

L’ordine di successione dei vari capitoli non è affatto casuale, e si nutre di ripensamenti, appunto contrappuntistici, per narrare mille modalità di fuga: stavolta le fughe, però, non sono quelle musicali, ma quelle esistenziali. I soggetti, i temi, danno l’orientamento a vari desideri di fuga. Chi volesse, dopo una prima lettura, andare a rileggere una serie alla volta dei capitoli di questi filoni paralleli che si intersecano tra loro in questo ricercare contrappuntistico, potrà forse chiarificarsi non tanto la trama, ma soprattutto le focalizzazioni, facendo risuonare dentro la propria memoria tutti gli altri momenti.

La musica, oltre che come struttura, entra nella narrazione come luogo determinante nella vita di Saverio. La religione, con riferimenti diretti a Quaccheri e Metodisti, è uno degli orizzonti di ciò che avviene.

Ma chi è Waldemar?

Waldemar è uno dei personaggi più importanti, secondo me il protagonista, di “Ritorno all’inferno” di Christopher Isherwood.

In “Waldemar” è una sorta di mito: energia, erotismo, bellezza allo stato di natura, senza consapevolezza, senza colpa.

“La voce di Mignon”: il primo romanzo

“La voce di Mignon-viaggi nel canto tra Goethe e Schubert” è stato il mio primo romanzo, pubblicato nel 1999 e ripubblicato dopo revisione nel 2017 da Diastema, Treviso.

In questo primo romanzo il confronto era con gli immensi Goethe e Schubert. Scrittore-interprete, io scrivo e pubblico solo in presenza di corto circuito tra me stesso e le opere, alcune opere precise dei Grandi, alcuni Grandi precisi, che segnano per me un “incontro”.

Mi rendo conto a posteriori che Mignon era il romanzo della prima maturitá, e che Waldemar è quello della maturitá piena. Chissá se mai ci sarà un terzo romanzo, quello della vecchiaia. Goethe scrisse due romanzi per Wilhelm Meister, quello della vecchiaiá lo pianificó senza realizzarlo.

i nomi in “Waldemar”

Mi è stato chiesto come mai quasi tutti i nomi dei personaggi presenti in “Waldemar” comincino per G: non me ne ero accorto davvero, quindi non lo so. Che io non lo sappia, non vuol dire che non ve ne sia una ragione, peró.

Giorgio, Girolamo, Germana, Germino, Galatea, Giovanni…

il protagonista è Saverio, e ci sono anche Bianca, Stefano, Viola, Antonio, Fausto, e una donna che non ha nome, ma è colei che passa a Saverio i libri, e cioè i nomi per ogni cosa.

Posso dire che la G non la spiego, ma ciascuno dei nomi ha un significato preciso per il personaggio che lo porta.

Provate a cercarlo.