Questa scheda è fatta molto bene, e conoscere è sempre la sola vera strada della civiltà e della buona politica.
Che oggi, proprio oggi, si faccia un CdM per una nuova legge che rafforza il precariato, che abbatte i diritti minimi dei lavoratori, che rafforza il concetto che si lavora per poter appena sopravvivere, è in assoluto conflitto con questa festa dalla tradizione cosí forte e propulsiva.
Ci vorrebbe uno sciopero generale, ma prima bisogna fare un gran lavoro per risvegliare le coscienze, addormentate da decenni di “circenses” televisivi e propaganda con modelli sociali fasulli e volgari.
Le arti e gli artisti dovrebbero rifutarsi di contribuire ai “circenses” e rimettere al centro la loro missione piú nobile: essere specchio simbolico di tutto quel che davvero succede, ai singoli individui e alla società, nei singoli individui e nella società, per permettere un risveglio e una rinascita. Di verità, a tutti i livelli, c’è bisogno!
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Post play Waldemar in recital
Beh, certe volte mi viene da spiegarmi piuttosto bene …
Lo spettacolo stesso, appena concluso, ha portato con se’ una chiara focalizzazione, che poi si è naturalmente spiegata in questo post play.
Ancora grazie ad Alessio, e al Florian per la sua ospitalitá.
Waldemar in recital al Florian Espace di Pescara











Non è la prima volta che faccio Waldemar in recital, ma stavolta è stata speciale: un momento teatrale, con una vera scena, e con un compagno d’avventura sensibile e luminoso: Alessio Tessitore.
Sarei davvero felice di ripetere questa versione con lui, in cui i ritmi hanno trovato un equilibrio capace di far respirare le tante emozioni.
Il pubblico ci ha sostenuto con la sua partecipe attenzione.

Libreria Tarantola Udine 19 aprile 2023 ore 18,30



E ormai mi ha preso di mano…
Dopo la prima improvvisazione in situazione non quotidiana, la seconda, registrata di pomeriggio a casa mia, anche piú lunga.
Oggi una cara amica, pianista e lettrice, mi ha scritto brevemente in chat che ascoltando la seconda le sembrava di leggere di nuovo Waldemar.
Nel pomeriggio, ho registrato la mia terza improvvisazione, e poi, preparandomi a “Waldemar in recital”, ho registrato tre piccole letture.
Eh si… tutto scorre e fluisce, e io sono uno, sempre la medesima persona.
Piccoli Momenti – Lettura raccomandata
Non si promuove solo la propria roba, ma le cose belle di amici che valgono.
Che vita sarebbe altrimenti?
Fatevi un regalo e leggete questa cosa speciale.
Silver
Qui Silver sono io, la bici è sicuramente Black… ma ogni appassionato di King sa cosa vuol dire, chi è Silver, e sentirsi come a 11 anni, come il grande Narratore, e protagonista di It, William, come la banda di “The body” e del mai abbastanza osannato “Stand by me”, e sentirsi pronti a combattere ogni male, perchè si hanno degli Amici, e una bicicletta, e tante parole per raccontare…
dedicato allo Sciamano, al Custode, all’Amore, alla Pizia, e a tutti gli Orfei che il Veggente ha incontrato finora e che incontrerà in futuro.
Io mi chiamo Alessandro
Il mio secondo nome è Guglielmo.



Cronache da Moria – il giorno dopo
Ho voluto Peter Ciaccio per questo primo appuntamento di Taten&Traume a dialogare con lo psichiatra Alessandro Barberio. Perchè? potevo essere io stesso l’intervistatore dialogante. Invece ho chiesto a Peter di esserlo, e ne sono felice. Peter Ciaccio è un Pastore, la sua identitá è chiara e definita, ma non basta questo a definire lui, che è persona intera capace di interrogare i fatti e di farsene interrogare senza rifugiarsi in etichette di comodo. Un uomo di fede, una persona libera, che davvero ascolta, sa essere maieuta, sa entrare in relazione.
La testimonianza professionale e umana di Alessandro Barberio, intensa e forte, a sua volta quella di un uomo intero e libero, aveva bisogno di un interlocutore come Peter Ciaccio. Il pubblico presente ha seguito con totale attenzione, perchè, nell’assoluta semplicità dei toni e dei modi, Alessandro e Peter hanno offerto un dialogo dal peso specifico elevatissimo.
Peter Ciaccio ha scritto stamattina:
Ieri sera ho partecipato a questa importante conferenza che, a partire dall’esperienza dello psichiatra Alessandro Barberio, che ha operato per un anno e mezzo nel campo profughi di Moria (Lesbo, Grecia) nella squadra di Médecins Sans Frontières / MSF, ha messo in luce le conseguenze e i rischi delle attuali politiche (anti)migratorie europee, dal punto di vista particolare della salute mentale e (se posso) spirituale, non solo di chi sta “dentro” il campo, ma anche di noi che siamo “fuori”, illudendoci così di esserne immuni.
Le storie di cui ha parlato il dottor Barberio sono forti, a volte troppo forti, eppure si trattava solamente di flash, di assaggi, di quel poco che la mente riesce elaborare con difficoltà.
In “I sommersi e i salvati” Primo Levi scriveva «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre». Pur ritenendo che le parole pronunciate da chi è stato costretto all’esperienza di Auschwitz siano di gran lunga superiori ai balbettii di chi, come me, “vive sicuro nella sua tiepida casa e trova tornando a sera il cibo caldo e visi amici”, resto convinto che, sì, conoscere sia necessario, ma che comprendere non sia impossibile, ma doveroso. Lo dobbiamo a chi facciamo direttamente o indirettamente soffrire, lo dobbiamo a noi stessi, per la nostra stessa dignità.
Il dibattito di ieri sera da Knulp Bar, prima iniziativa di Taten & Träume / momenti culturali condivisi, fa parte di questo tentativo difficile ma doveroso di capire. Forse, una volta capito, troveremo anche il modo di agire nel modo giusto, in un mondo dove anche la dignità appare come un privilegio e non come un diritto.

Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono.Bertolt Brecht

Orfeo
Alla sua nascita il melodramma ha in Orfeo il suo simbolo fondativo.
La musica che puó vincere la morte
Voce sola e lira nel mito di Orfeo
Voce e orchestra qui in Monteverdi
Nasce la voce come simbolo assoluto dell’umano che trascende se stesso sprofondando in se stesso
Nasce l’orchestra come costruttrice di drammaturgia e di tempo oltre il tempo
Nasce il teatro musicale per sospendere il tempo misurato senza andare in cielo, ma nello sprofondare nell’umano.
E questi artisti ci regalano tutto questo in un istante eterno
A conclusione di un mio “primo giorno”…