Si può mostrare carattere e avere dita che sanno correre producendo un bel suono. Bene.
Si può decidere, eseguendo un pezzo noto, che basti accentuare le due caratteristiche per poter fare qualcosa di interessante. No: non basta. Irritante.
Si può accettare la sfida di suonare un pezzo grande e difficile che non suona nessuno, e quindi, da una parte, esser liberi dal confronto e dalla necessità di fare qualcosa che “si noti”, e, dall’altra, utilizzare tutte le proprie risorse intellettuali, virtuosistiche, di ricerca creativa per inventare un’interpretazione che non esiste ancora. E vincere la sfida.
Si puó poi, nei bis, liberi, dare spazio a qualcosa di davvero personale e che si ama molto, come una propria composizione. Bisogna aver saputo comporre, prima, ovviamente, ma a questo punto del concerto tutto è stato già fatto, il contratto (con l’organizzazione e col pubblico) è stato onorato, e quindi si può anche pensare di esser da soli con la Musica e col Pianoforte.
La propria intimità con la Musica e col Pianoforte, si direbbe ora casualmente in pubblico, ma in realtà con la ricchezza dell’energia propria dell’essere in pubblico, di avere tanta gente attenta ad ascoltare, e che nutre la creatività dell’interprete, dopo aver suonato bene un programma molto impegnativo.
E arriva il miracolo. Quello che non si raggiunge ogni volta, quello che non è dato a tutti raggiungere.
Perchè bisogna avere davvero qualcosa di prezioso e di importante dentro di se’, altrimenti non succede proprio nulla.
Io ero nel pubblico, che ha percepito il miracolo. Qui, adesso, ne ho cercato le parole per dirlo e perchè ne resti l’eco.
Festival di Husum 2024, recital di Christian Grøevlen.
Battaglia vinta con energia, intendimento, gusto e inventiva riguardo alla sonata di Sinding op. 91: abbiamo un giovane uomo di carattere che suona il pianoforte davvero con gran classe, e che ha qualcosa di serio da dire.


Miracolo avvenuto con un pezzo da una sua opera lirica non ancora pubblicata dal titolo “Edda Gabler”.
Ho ringraziato di cuore il pianista per il dono ricevuto avendo partecipato al suo concerto. Non gli ho detto semplicemente che era bravo. L’ho ringraziato.