Anno di elezioni europee mai cosí importanti, dove le destre, e quelle estreme, hanno grandi possibilità di affermazione.
Eurofestival: sempre piú circo super-trash che fa finta di celebrare i valori di parità e inclusione e di affermazione di diritti, solo perchè c’è un mercato specifico che “tira” molto e garantisce affari sull’onda degli “scandali”.
Finti diritti su cose appariscenti mentre le decisioni vere vanno in direzione inversa.
Quando il mondo LGBTeccetera si renderà conto di essere solo strumentalizzato, quando raggiungerà consapevolezza di una maggiore caratura culturale, sarà sempre troppo tardi, e per una fluidità esibita in una vittoria all’eurofestival solo per scopi commerciali, il prezzo in sostanza politica sarà già stato pagato da tutti i giovani cui si permette, con i rimbrotti di rito per non scontentare troppo gli anziani, ogni fluidità, purchè si accontentino di non avere contratti di lavoro decenti, di star zitti sulle politiche repressive contro il fenomeno epocale delle migrazioni, di accettare di pagare incredibili tasse universitarie, di non avere una sanità pubblica di cui da giovani hanno ancora poco bisogno e di non avere alcuna speranza di una pensione in futuro, mentre la democrazia istituzionale e di sostanza viene fatta a pezzi da riforme costituzionali autoritarie.
Panem et circenses 2.0, strumentalizzando le esigenze vere del mondo omosessuale.