Perchè?

Non riesco davvero a immaginare il dolore dei genitori di Filippo.
Non si tratta di fare graduatorie, ma la loro solitudine, adesso, ha la dimensione dell’assoluto.
Qualcosa di fondamentale si è rotto davvero se persone semplici, di buona volontà, per bene, miti… si ritrovano a dover fare i conti con una simile orrenda tragedia.
Tra le tante cose che si leggono in questi giorni, una in particolare mi ha colpito: dire qualche volta di no a tuo figlio bambino gli insegna ad accettare il no che riceverà da una ragazza che non sarà innamorata di lui da grande. Effettivamente, sembra che da molto tempo i bambini vengano cresciuti con la mancanza di ogni “no”, e di certo non avviene per cattiva volontá dei genitori, ma forse per evitare che i figli si sentano frustrati, per non farli soffrire. Forse il problema è nella misura, che si è persa.


In un altro articolo che ho letto a firma di Stefano Feltri, i giovani intorno ai 20 anni di adesso, secondo un’indagine sociologica seria condotta dalla ricercatrice Cristina Oddone, sarebbero molto piú inviluppati in comportamenti fortemente maschilisti e patriarcali dei loro genitori e addirittura dei loro nonni: cioè, anche se negli ultimi 50 anni l’evoluzione antimaschilista e antipatriarcale avrebbe avuto una forte spinta in avanti, adesso i giovani starebbero restaurando modelli piú antichi e regressivi.


Perchè?

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