Pianista e letterato di vicinanza

La musica e la letteratura (di cui mi occupo, per non dire di tutte le arti, ma anche della filosofia e di tutte le discipline che si avvalgono della comunicazione) hanno preso la strada della spettacolarizzazione a tutti i costi.
Basta che sia festival.
O lo spettacolo corrisponde ai criteri di mercato dei modelli imperanti, ossia il grande evento luccicante e/o il salotto televisivo, o tutto svanisce, evapora, non sussiste.
Inclusi i rapporti tra le persone.
I tempi di concentrazione ormai sono ridottissimi, e il pubblico va sempre solleticato e messo nelle condizioni passivo-estatico-ricreative (ma soprattutto poco impegnate e facilmente predabili dagli artifici comunicativi dei tecnici venditori) cui è stato abituato dalla narcotizzazione di ormai 40 anni di TV commerciale.

Per non dire dell’onda lunga di diffidenza e aggressività diffusa che si è scatenata nella compressione dell’isolamento in pandemia, cui non si può certo trovare un efficace antidoto solo in un frenetico consumismo di massa del tempo libero.

Io credo profondamente che la cultura debba ripartire dalle case, da quella dimensione di vicinanza e partecipazione che nei piccoli gruppi soltanto è possibile, e poi dalle case riaprirsi agli ambiti piú larghi con nuova vitalità, dopo aver permesso alle persone di respirare da vicino insieme alla musica e alla pagina letta e aver conquistato l’inizio di una sincera intimità con la bellezza che vive e accade.

La mia dimensione di pianista e letterato di vicinanza è quella in cui credo maggiormente, in cui mi riconosco meglio, in cui vedo maggiore prospettiva sensata per me e per le persone intorno a me.

Serate a tema tra musica e libri:
Schubert-La voce di Mignon

Beethoven/Bartók/Schumann/Chopin-Waldemar

Chopin-Gide
Korngold/Kornauth/Mahler/Berg-Schnitzler

Improvvisazioni-Savinio

A casa mia
A casa vostra

In vicinanza
Tra persone
Per condividere bellezza

Scrivetemi, parliamone.
Si può fare facilmente.

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