A proposito di lanzichenecchi, per fortuna di quelli che in treno non si siedono neppure prima di aver esibito i propri libri e giornali importanti ne incontro assai pochi nella mia pratica pluridecennale di viaggi sulle vetture delle Ferrovie dello Stato.
Invece incontro molti giovani che mi creano un serio stupore, intenti a risistemare e studiare i propri appunti di lezioni universitarie portandosi valigione da transumanza per i periodici traslochi stagionali tra casa e sede universitaria, o persone assorte che non si fanno sfiorare dal mondo circostante mentre leggono da libri di cui non vedo la copertina ma che sicuramente li portano altrove, dove anche il rumore di fondo di persone che parlano ad alta voce con affermazioni da famiglia qualunquista tradizionale o che parlano da sole nel loro telefonino di sciocchezze assolutamente ignorabili non può scalfirli.
Mi stupisco perchè ricordo quando da giovane viaggiavo spesso, settimanalmente, per lavoro, ma avevo abbastanza forza per concentrarmi e preparare i miei esami anche in quelle ore che dovevo passare in treno, mentre adesso mi distraggo piú facilmente coi risibili e rari lanzichenecchi che esibiscono la propria “cultura” con aria snob, o con la quantità di chiacchiere qualunquiste, razziste, protezioniste in cui siamo immersi in questa sottocultura dominante costruita ad arte per almeno 3 decenni da una politica di smantellanento culturale ormai arrivata a fruttificare copiosamente, mentre ancora dei giovani cercano di studiare tra una transumanza e l’altra per costruire un futuro per tutti noi.