Il male detto al mondo: Michela Murgia necessaria.

Michela Murgia parla del suo male. Perchè lo fa? Perchè non può non farlo: lei parla in pubblico, scrive, pubblica, perchè ha cose da dire e deve dirle, non potrebbe mai essere solo una persona privata. Cosí fanno le persone come lei. A che pro? Perchè senza le persone come lei tutti passerebbero la vita a camparsela nel proprio privato, tra gioie e dolori, tra soddisfazioni e frustrazioni, senza trovarne i nomi e i simboli, e perdendone il senso. Le parole di Murgia (subito le tifoserie divise sulla differenza con Fallaci, alieno o no…) e di tutte le persone come lei (si, partiamo pure da Fallaci) ci permettono di buttare fuori il male, l’odio che sottilmente ci mangia dentro. Ma, per chi non si risolve in quell’odio primigenio per il male stesso buttato addosso alle sue voci parlanti, le parole vere dette da grandi personalitá che parlano al mondo, come le due Scrittrici sopra citate, danno appunto voce e parole al dolore, allo sgomento, al disincanto, alla ricerca di senso in cui galleggiamo quotidianamente. Murgia e le persone come lei hanno tutte lo stesso nome e la stessa assoluta necessità di esserci per il mondo intero: non si sottraggono a ciò che sanno, e regalano al mondo le parole per dirglielo e per dirselo, pur non traendone che poca empatia e piú risentimento e odio. Chi sa e parla è molesto e odiato, ma necessario. Il mondo, anche se la rifiuta, per capirsi e non essere solo bestiale, ha sempre bisogno di Cassandra.

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